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SEZIONE GARDA CIAK | GARDA CIAK SECTION |Sara Poli, una regista in ascolto

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Sara Poli, una regista in ascolto

Là dove l’umanità è messa alla prova e altra umanità si prodiga per venirle in aiuto, lì si affaccia l’occhio attento di Sara Poli. La telecamera si accende quasi timorosa di disturbare, discreta, per testimoniare, scrutando nelle pieghe di un viso, nel lampo di uno sguardo. Parallelamente ad un’intensa attività teatrale, in spettacoli spesso prodotti dalla Associazione Progetti e regie, la regista gardesana ha aperto il capitolo dei documentari, spesso raccontando storie al femminile. E’ accaduto con la vita delle donne nei campi dopo il terremoto de L’Aquila, quando la sua telecamera ha posato l’occhio all’interno delle tende, narrando il dolore, ma anche la voglia di reagire, magari improvvisando una biblioteca circolante nel provvisorio villaggio.

Ciò che rende i brevi film della Poli diversi dai tanti reportages di cronaca è l’atteggiamento di profondo rispetto verso le storie intercettate, e l’intento di indagare, più che i singoli fatti, la dignità con cui la persona in grave difficoltà affronta il suo destino. L’atteggiamento della regista è quello di un ascolto attento, senza preconcetti o obiettivi prestabiliti. Un ascolto silenzioso ma attivo, lucido ma percorso da una febbre di conoscenza e di empatia.

La regista in questo modo ha affrontato un viaggio tra gli anziani di varie case di riposo nel loro rapporto col cibo, che diventa pretesto per raccontarsi, riservandoci anche un sorriso e un insegnamento.

Con la stessa sensibile attenzione, Sara Poli è entrata nelle case degli artisti: a Parigi in quella dello scrittore, drammaturgo e pittore Eugène Ionesco per il documentario “Ionesco segreto” (2012), o a San Felice in quella del poeta francese Jean Tardieu. Allo stesso modo ha interrogato le ombre che abitavano quelle stanze, riprendendo gli oggetti, le fotografie e raccogliendo testimonianze.

Nel caso di Lindsay Kemp, il dialogo è stato diretto, frutto di un felice incontro avvenuto sul lago di Garda, davanti ai disegni del poliedrico artista.

Man mano che le immagini conquistavano l’attenzione della regista teatrale (che nel tempo libero si dedica alla fotografia e alla elaborazione digitale delle immagini) esse si insinuavano anche nei suoi spettacoli, divenendone parte integrante (come in “Sfide in rosa”, con l’attrice Laura Mantovi in dialogo con interviste a varie donne, fra cui Matilde D’Errico, coautrice e regista del programma di Raitre “Amore criminale”).

Cosa cerca Sara Poli in queste sue esplorazioni documentaristiche, spesso nate da occasioni e sempre condivise con una squadra di fidati collaboratori?

Dopo tanti anni di palcoscenico, dove quasi sempre è la parola ad essere fondamentale, Sara Poli ha iniziato a porre maggiore attenzione all’immagine. Il suo scavo nei primi piani, iniziato già nel video “Sguardi” (che aveva documentato un suo pluriennale lavoro teatrale tra i detenuti e le detenute delle case circondariali di Verziano e di Canton Mombello, a Brescia) prosegue nelle altre opere, in una ricerca del non detto, o non dicibile, che va oltre le parole. La regista cerca di imbrigliare l’essenza della donna o dell’uomo che ha di fronte e che racconta, e che dicendo di un argomento forse dice di sé, coinvolgendo empaticamente lo spettatore, che si porterà a casa un’emozione destinata a far riflettere.

Le opere al Filmfestival del Garda 2016

The Wednesday Drawings (Chiacchierata con Lindsay Kemp) (16′, Italia 2014, documentario)

Nato in occasione della mostra “The Wednesday Drawings” (“Disegni del mercoledì”), inaugurata a Palazzo Cominelli a Cisano di San Felce del Benaco nel maggio del 2014 (a cura di Rosanna Padrini Dolcini e Federico Sardella, rimasta aperta fino al 24 agosto di quell’anno) il corto (proiettato per la prima volta il 3 agosto 2014) è il sunto di una lunga conversazione libera e spontanea con il leggendario performer inglese (mimo, danzatore, regista e coreografo), che ha lasciato un segno profondo nel mondo della danza, del teatro e perfino del rock. Nel documentario di Sara Poli, Kemp (che all’epoca delle riprese aveva 76 anni), appare come il personaggio di una favola, un aereo folletto shakespeariano, sospeso fra cielo e terra: l’anima di un fanciullino dentro la saggezza di un essere senza età.

Un poeta tra noi (36′, Italia 2016, documentario)

Un ritratto del grande poeta francese Jean Tardieu (1903-1995), che soggiornò a lungo sul Garda, nelle parole della figlia Alix, dell’editore Antoine Gallimard (che definisce Tardieu come colui che “è ad un tempo un giovane poeta e un vecchio filosofo”), dei nipoti e di altre persone  che hanno conosciuto il lato privato e familiare dell’artista, nell’operosità creativa del suo buen retiro lacustre. Lo scrittore e drammaturgo entrato nell’olimpo dei grandi autori francesi del Novecento, consacrato nel 1986 dal Grand Prix de la Société des Gens de Lettres, mostra il suo lato privato di uomo gentile e curioso, innamorato del Garda, goloso di dolci e di zuppa di verdure, che passeggiava volentieri per le vie di San Felice del Benaco indossando lunghe camicie bianche. Nel gennaio 2016 San Felice ha reso omaggio all’illustre ospite con una serie di iniziative nel ventennale della morte.

“Vita da campo” (24′, Italia 2009, documentario)

Dopo il terribile terremoto de L’Aquila (6 aprile 2009), furono allestite alcune tendopoli. Nel luglio di quell’anno, Sara Poli andò in alcune di queste tendopoli (Piazza d’Armi, Centi Colella e altre), concentrando la sua attenzione sulle donne che, avendo perso tutto, si trovavano alle prese con la difficile costruzione di una nuova normalità. Nel video parlano le immagini: una Madonnina al Campo di Onna, la tenda con le lavatrici, un cartello delle Poste italiane che chiede: “Aiutateci a trovarvi”. Donne di ogni età e provenienza raccontano la fatica di quella convivenza forzata, e la ricerca di una situazione che possa dirsi “casa”.  Non solo la casa come struttura andata in pezzi, ma come radicamento di relazioni umane. Le riprese furono possibili grazie alla collaborazione con le associazioni PEA (Psicologi emergenza Abruzzo), nonsolo8marzo e Intermed onlus.

Il gusto della vita (64′, Italia 2009, documentario)

Gli ospiti di quattro RSA (Residenze sanitarie assistite) di Brescia e provincia (Casa di Industria onlus di Brescia, Fondazione Don Ambrogio Cacciamatta onlus di Iseo, Casa di Dio di Brescia e Casa di riposo Don Gaudenzio Martinazzoli onlus di Capriolo) parlano del cibo e dei ricordi ad esso collegati, regalando squarci di vita vissuta ed emozioni del passato che nel racconto tornano vive. Li vediamo anche intenti a cucinare, a impastare, in momenti in cui il cibo diventa aggregazione, preludio di festa, antidoto all’ozio che si fa vuoto. Tanti gli spunti per riflettere, nei racconti di questi nonni in bilico fra i ricordi della povertà dell’infanzia e la necessità del “non spreco” di oggi.

di Paola Carmignani